GIOCHI NAZIONALI

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Marco Monge: “La disabilità non è un impedimento. Spesso la vera disabilità è negli occhi degli altri”

In occasione dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics a Lignano, arrivano le storie degli atleti che ogni giorno vivono lo sport come uno strumento di crescita, inclusione e scoperta di sé.

Tra queste c’è la testimonianza di un atleta di Special Olympics Italia proveniente dal Piemonte, che da quattro anni pratica atletica e che attraverso lo sport ha trovato molto più di un semplice allenamento.

«Per me lo sport è innanzitutto aggregazione, amicizia, conoscenza, rispetto e soprattutto divertimento», racconta. Un’esperienza che gli ha permesso di acquisire maggiore consapevolezza di sé e la voglia di mettersi in gioco ogni giorno, non solo per raggiungere risultati sportivi, ma anche per conquistare qualcosa di ancora più importante: la fiducia nelle proprie capacità.

Attraverso l’atletica, infatti, ha potuto sperimentare sul campo le sue qualità, scoprendo che ogni traguardo nasce dalla possibilità di credere in se stessi e di sentirsi parte di una squadra.

Il suo messaggio è chiaro e potente: «La disabilità non è un impedimento. Spesso la vera disabilità è negli occhi degli altri». Un invito ad andare oltre i pregiudizi e a guardare le persone per ciò che sono davvero, senza fermarsi ai limiti apparenti.

Perché, come ricorda lui stesso, i limiti possono essere superati e le barriere abbattute. Ognuno di noi ha difficoltà e fragilità, ma proprio conoscere i propri limiti può diventare un’opportunità per migliorarsi, crescere e aprirsi a nuove prospettive.

Ed è questo il significato più profondo dei Giochi Nazionali Estivi di Special Olympics: creare occasioni di incontro, sensibilizzare e aiutare le persone a guardare il mondo con occhi diversi, attraverso la forza dello sport e dell’inclusione.