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La mamma di Emma Ferretti: “Lei ogni giorno mi dona qualcosa di particolare”

Ci sono storie che parlano di sport. E poi ci sono storie che parlano di vita, di crescita, di ostacoli trasformati in possibilità. Quella di Emma Ferretti, giovanissima atleta Special Olympics impegnata nel nuoto ai Giochi Nazionali Estivi Special Olympics, Lignano 2026, è una di queste.

Emma ha quasi 14 anni e vive con la sua famiglia a Mamiano, un piccolo paese vicino a Traversetolo, in provincia di Parma. A raccontarla è sua madre Barbara, con parole semplici ma profonde, capaci di restituire il significato autentico dello sport inclusivo.

“È stata un po’ una scoperta perché eravamo, tra virgolette, impreparati ad accogliere un bambino con disabilità”, racconta. “Anche i medici non sapevano dove indirizzarci. La difficoltà più grande è capire chi ti può appoggiare davvero nel percorso di crescita dei ragazzi”.

In questo cammino, lo sport ha avuto un ruolo fondamentale. Emma ha provato tante discipline: basket, pallavolo, atletica e infine nuoto. “Papà le ha fatto fare qualunque cosa”, sorride la mamma. “Lei ci prova sempre, fa tutto con entusiasmo”.

L’incontro con Special Olympics ha rappresentato una svolta importante per tutta la famiglia. “Sono già tre anni che partecipiamo”, spiega. “Io ci lascio il cuore tutte le volte, perché vedi ragazzi che ce la mettono tutta, nella loro fisicità e nella loro emotività. Ognuno di loro ti lascia davvero un pezzettino di sé”.

Le sue parole invitano alla riflessione sulla società e sul valore dell’inclusione. “La società alza spesso muri, non soltanto verso la disabilità. Li alza anche verso chi ha una maglietta diversa o la pensa in modo differente. Dovrebbe cambiare il modo di vedere e rispettare gli altri”.

Poi aggiunge una frase che racchiude il cuore del suo messaggio: “Una ragazza con la sindrome di Down è una persona. Se la si tratta come una persona, non si può sbagliare”.

Per Emma, lo sport significa autonomia, fiducia e libertà. “Mi piace tantissimo lo sport, io lo faccio molto”, racconta con orgoglio. E quando la mamma le chiede: “Ce la puoi fare, vero?”, lei risponde senza esitazione: “Sempre”.

Dietro quella risposta c’è tutta la forza di una ragazza che affronta ogni sfida con determinazione. Ma c’è anche la forza di una famiglia che ha scelto di guardare oltre le paure iniziali, trasformando ogni traguardo in una conquista condivisa.

“Grazie a lei facciamo tante esperienze bellissime e positive”, conclude la mamma. “Lei ogni giorno mi dona qualcosa di particolare. Ogni giorno è un successo, ogni giorno è una cosa meravigliosa”.

Ed è forse proprio questo il significato più autentico dei Giochi Special Olympics: non soltanto medaglie o risultati, ma la possibilità di sentirsi accolti, valorizzati e capaci di superare, insieme, ogni limite.