Matteo ha un bel feeling con la neve e sa domarla con i suoi sci. Matteo conosce l’alta quota come le sue tasche, fino a laurearsi due anni fa in Scienze della Montagna all’Università della Tuscia. Matteo Santucci, atleta reatino tuttofare di 29 anni, è tornato ai Giochi Nazionali Invernali Special Olympics di sci alpino dopo le esperienze di La Thuile, Sappada e Sestriere. Sulle piste imbiancate di Ovindoli, dove lui è di casa, Matteo è stato protagonista in due slalom cercando di confermare o migliorare l’oro e l’argento conquistati nell’ultima edizione dei Giochi in Piemonte. Così ha vinto una medaglia d’oro nel gigante e una di bronzo nello slalom.
“Mi sono preparato bene per i Giochi – racconta Matteo, che ha gareggiato difendendo i colori del Team Atletica Sport Terapia insieme al suo compagno di squadra Massimo Rinaldi – Amo lo sport e mi alleno anche nelle discipline del nuoto (Club Nuoto Rieti, ndr), dell’atletica e del basket (Fortitudo Baskin, ndr). Insomma, la mia settimana è ricca di impegni e dopo Ovindoli ho ancora tanti altri impegni: regionali a Viterbo e Latina (rispettivamente nuoto e atletica, ndr) e Lignano Sabbiadoro con i Giochi Nazionali Estivi”.
La sua passione per la montagna: “L’ambiente è una grande ricchezza. Ho studiato tanto per conoscerlo. Ho dato 22 esami suddivisi in esoneri e dopo un tirocinio in Italcaccia ho scritto la mia tesi: un’analisi dei danni della fauna selvatica nel nostro territorio, perché nella nostra provincia soprattutto i cinghiali creano grandi problemi”.
Con determinazione, Matteo sta svolgendo un tirocinio in un ufficio della Provincia. Digitalizza documenti d’archivio per dodici ore a settimana ma in futuro potremmo incontrarlo in un Parco, in una Riserva o in un ente per la salvaguardia dell’ambiente.
“Sì – conferma – la montagna mi piace molto e quando posso, anche d’estate, cerco di viverla facendo tante attività”.
Con Special Olympics anche il ruolo da Atleta Leader: “Ho fatto il corso e mi sono preparato per parlare del movimento e raccontare la mia storia. A Ovindoli ho rivissuto le emozioni della Cerimonia di apertura e i momenti del giuramento dell’atleta Special Olympics e dell’inno nazionale. Sono sensazioni indimenticabili. Le trasferte sono piene di amicizia e divertimento. Ci caricano per dare il massimo insieme ai tecnici e agli altri team”.
Quest’anno, per la prima volta, gli invernali si sono svolti in centro Italia, proprio a Ovindoli, dove Matteo va spesso. Un motivo in più per fare bene. È stato come sciare in casa, con la voglia di dimostrare le sue capacità e continuare a sognare la convocazione per un evento internazionale.
Tifoso della Roma e grande appassionato di calcio, Matteo apre il cassetto delle sue medaglie.
“Sono tante – conclude – ognuna con un ricordo, perché sono con Special Olympics dal 2007. Quasi 20 anni di sport. Ma c’è spazio per tante altre. Le dedicherò ai miei genitori, alle mie sorelle e a mia nonna, perché loro tifano sempre per me. Ho ancora tante sfide, nello sport e nel lavoro. Con la mia famiglia e con i miei amici accanto so che posso farcela”.